Dopo una battaglia legale di oltre un anno, la Germania ha restituito all’Egitto i campioni rubati dalla Piramide di Cheope da due presunti “studiosi” tedeschi. Venerdì scorso, le autorità locali hanno consegnato all’ambasciatore egiziano a Berlino i frammenti di roccia prelevati che torneranno al loro posto entro una settimana dopo essere analizzati.
Ma ricordiamo chi sono i protagonisti della grottesca faccenda. Dominique Görlitz è un ex insegnante di biologia che ha cercato di attraversare l’Atlantico con una copia (tutt’altro che esatta) della Barca Solare di Cheope per provare fantascientifici viaggi transatlantici degli antichi Egizi. Stefan Erdmann, invece, è un autore di libri cospirazionalistici in cui si trovano collegamenti tra Templari, Massoni, Illuminati, civiltà del passato e nazisti. Insomma, testi degni della libreria di Adam Kadmon! Proprio per il suo ultimo lavoro, “Die Cheops Lüge”, Erdmann ha organizzato la spedizione a Giza ottenendo un permesso speciale per visitare la Grande Piramide dalle 18:00 alle 20:00 del 17 aprile 2013 (e questo fa capire la situazione catastrofica dell’archeologia in Egitto).
I due tedeschi, convinti che il monumento sia opera degli Atlantidei, cercavano prove della datazione al 13.000 bp. Per far ciò, sono entrati nella cosiddetta “Campbell’s Chamber”, una delle camere di scarico, e hanno raschiato dalle pareti 200 mg di roccia. Fatto ancora più grave, anche se non del tutto provato, è che siano stati presi campioni anche del pigmento rosso ocra del cartiglio di Khufu (nell’immagine). I frammenti raccolti, poi, sono stati portati ad analizzare presso il Fresenius-Institut di Dresda. E nessuno si sarebbe accorto di niente, se Erdmann non avesse pubblicato a novembre un video su youtube (poi rimosso) che testimoniava tutto ciò che era stato fatto nella piramide e che mostrava immagini simili anche per altri siti come Saqqara e Dashur. Evidentemente, questi ciarlatani non erano nuovi a bravate simili che, si spera, saranno punite il prima possibile.