Come previsto, il caso Sekhemka ha spalancato le porte a un preoccupante andazzo: musei e altre istituzioni cominciano a mettere in vendita i loro reperti archeologici. Ora è il turno dell’Archaeological Institute of America – St. Louis Society che ha affidato alla casa d’aste londinese Bonhams un intero gruppo di un corredo funebre di Medio Regno. Si tratta di 37 oggetti (immagine a sinistra) provenienti dalla tomba 124 di Harageh, sito del Fayyum nei pressi di Lahun. La sepoltura è databile alla XII dinastia, probabilmente al regno di Sesostri III (1897-1878), ed è stata scoperta nel 1913 dalla missione diretta da Flinders Petrie e da Reginald Engelbach.
Il “tesoro” è diventato, come spesso succedeva all’epoca, la ricompensa, da parte del governo egiziano, per il lavoro svolto dall’istituto; ricompensa che, dopo 100 anni, verrà messa all’asta il 2 ottobre con una valutazione stimata di 100.000-150.000 €. Così, il futuro acquirente si accaparrerà cinque oggetti da cosmesi in travertino striato (tre piccoli contenitori, un coperchio e un cucchiaino a forma di ankh), 21 pendenti di collana in argento a forma di conchiglia (due tipi, uno dei quali ha anche pietre dure incastonate), 10 elementi di pettorale in argento con intarsi di lapislazzuli, corniola e vetro (tra cui due api, un cartiglio di Sesostri II, un falco sul segno neb e un udjat) e un gioiello a forma d’ape in argento forgiato a tutto tondo, di nuovo con lapislazzuli, corniola e vetro.
Quale sarà la prossima svendita?
https://www.bonhams.com/auctions/21928/lot/160/
Intanto, in una nota ufficiale, l’Archaeological Institute of America si è detto sbalordito e preoccupato dalla decisione della St. Louis Society, presa senza consultare la direzione nazionale. La società “no-profit” è indipendente dall’AIA che comunque sta valutando con urgenza un intervento per bloccare l’asta.