A Saqqara, i bambini non se la passavano bene

A Saqqara, i bambini non se la passavano bene - Djed Medu

Uno studio paleopatologico su una serie di resti umani ritrovati a Saqqara sottolinea ancora una volta le difficili condizioni di vita degli abitanti dell’epoca che, fin dalla più tenera età, erano colpiti da anemia, malaria e sinusite cronica. Il sito di Saqara fu scelto per scopi funerari già all’inizio dell’Antico Regno (ricordo ovviamente il complesso reale di Djoser), ma ebbe un netto incremento d’utilizzo nel periodo greco-romano. A quest’ultima fase, infatti, appartengono circa 600 corpi scavati in quasi 20 anni dalla missione archeologica polacca attualmente diretta da Kamil O. Kuraszkiewicz (Università di Varsavia). Curiosamente, sono stati individuati solo 83 bambini, nonostante l’alta mortalità infantile. I membri della missione hanno spiegato questa particolarità con diverse ipotesi che prendono in considerazione la mancata conservazione di ossa più fragili di quelle degli adulti o, più probabilmente, l’ubicazione di una necropoli ad hoc in aree ancora non indagate. Ad esempio, si pensa a inumazioni domestiche come già riscontrato a Tell el-Retaba nel Delta orientale.

La bioarcheologa Iwona Kozieradzka-Ogunmakin ha esaminato 29 “mummie” (il più delle volte, infatti, si hanno solo resti ossei e le tracce di mummificazione sono spesso da imputare a fattori naturali) di bambini tra le poche settimane di vita e i 12 anni, cercando di studiarne lo stato di salute che, come anticipato, non era buono. Infatti, le difficili condizioni ambientali di una zona ai margini del deserto e un probabile periodo di carestia hanno lasciato chiari segni sull’apparato scheletrico. In generale, è stata riscontrata una crescita molto più lenta della media dovuta a malattie o a malnutrizione. Conseguentemente, il più alto tasso di mortalità è attestato tra i 3 e i 5 anni, proprio nella fase successiva all’allattamento che prevede la perdita d’immunità e l’apporto calorico più basso della dieta solida. Non a caso, nel 70% dei “pazienti”, è evidente l’iperostosi porotica, in particolare i cribra orbitalia che consistono in una porosità anomala localizzata nel tetto delle orbite e che sono dovuti in particolare ad anemia (carenza di ferro e vitamine B9 e B12) e alla malaria. La dieta povera, basata soprattutto sul pane, è leggibile anche attraverso le dentature che spesso presentano carie ed altre affezioni favorite dalla combinazione di zuccheri e amidi. Infine, a peggiorare la situazione ci si metteva anche l’aria stessa respirata dai bambini che, satura di sabbia e polvere, provocava sinusiti croniche.

http://scienceinpoland.pap.pl/en/news/news,412783,polish-researcher-investigates-the-health-of-children-in-ancient-egypt.html