All’Hermitage, lei è in realtà un lui… castrato

All'Hermitage, lei è in realtà un lui... castrato - Djed Medu

Gli esami autoptici effettuati sulle mummie egizie spesso regalano sorprese. Ad esempio, una volta deciso di studiare i resti di una donna vissuta oltre 2500 anni fa, può capitare anche di farle una TAC e di trovargli qualcosa di troppo; o meglio, solo le tracce di quel qualcosa… È successo ai curatori dell’Hermitage e ai medici dell’Ospedale n°122 di San Pietroburgo, convinti di analizzare il corpo imbalsamato di Babat -aristocratica tebana e cantante di Amon-Ra durante le dinastie XXV-XXVI (755–525 a.C. circa)- e ritrovatisi, invece, con un uomo di mezz’età senza gli attributi sessuali. Ad annunciare la notizia è stato il direttore stesso del museo russo, Mikhail Piotrovsky, che ha presentato anche ulteriori dettagli degli esami. L’uomo, al di là della sua menomazione, godeva di un ottimo stato di salute e poteva fregiarsi di una dentatura molto più sana rispetto alla media dei suoi contemporanei. Non è chiaro, però, se la castrazione sia stata effettuata prima o dopo la morte. Così, oltre ad approfondire questo dettaglio non da poco, bisognerà capire anche a chi appartenga la mummia. La prima ipotesi formulata la identificherebbe con quella di Pa-kesh -sacerdote e “Capo dei guardiani del faraone”-  perché il suo sarcofago fu acquisito dall’Hermitage intorno al 1890 insieme a quello coevo di Babat.

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