Ricorderete la polemica partita all’inizio del 2018 da alcuni esponenti di Lega e Fratelli d’Italia che avevano attaccato l’iniziativa del Museo Egizio di Torino del 2×1 destinato agli arabofoni. In sostanza, per un periodo di tempo limitato, era stato garantito l’ingresso gratuito a chiunque accompagnasse una persona – questa volta pagante – di lingua araba (ne ho parlato ampliamente qui).
Oltre a speculazioni politiche, confusione – dovuta a ignoranza o tendenziosità – tra lingua, religione ed etnia e la figuraccia della Meloni ripresa in diretta, c’è stato un ulteriore accadimento.
La sezione civile del tribunale di Torino ha condannato in primo grado Andrea Crippa, oggi deputato e vice-segretario della Lega, al pagamento di un risarcimento di 15.000 euro al museo e alla rimozione dai social del video fake che aveva pubblicato nel gennaio del 2018. Quando infatti era capo del Movimento dei Giovani Padani e assistente di Salvini a Bruxelles, Crippa aveva finto di chiamare in vivavoce il centralino del museo chiedendo informazioni sull’iniziativa e dicendo di sentirsi discriminato “al contrario” in quanto italiano.
Il montaggio fittizio aveva raggiunto in poche ore milioni di visualizzazioni scatenando un’ondata di messaggi razzisti e offensivi sui canali social del Museo Egizio.