Quello che era considerato il cranio di Arsinoe IV, una delle ultime regine tolemaiche e sorellastra della celebre Cleopatra, ha riservato un colpo di scena grazie a un recente studio del team guidato dall’antropologo Gerhard Weber dell’Università di Vienna.
Arsinoe IV regnò sull’Egitto per un breve periodo, tra il 48 e il 47 a.C., insieme al fratello Tolomeo XIII che aveva detronizzato Cleopatra VII e l’aveva costretta a fuggire dal paese. Tuttavia, con l’arrivo ad Alessandria di Giulio Cesare, che appoggiò Cleopatra, Arsinoe e Tolomeo si scontrarono con i romani riusultandone sconfitti. Arsinoe subì l’onta di essere portata a Roma come prigioniera per il trionfo di Cesare del 46. Esiliata nell’Artemision di Efeso, fu fatta uccidere solo nel 41 a.C. per volere di Marco Antonio, ovviamente su richiesta di Cleopatra.
Proprio nel sito turco, nel 1904 gli archeologi austriaci Rudolf Heberdey, Josef Keil e Wilhelm Wilberg scoprirono un mausoleo ottagonale, un Octagon, la cui camera sepolcrale fu aperta solo nel 1929. All’interno, un sarcofago di marmo senza iscrizioni conservava uno scheletro di cui Keil inspiegabilemente rimosse solo il cranio, richiudendo poi la bara. Dall’analisi stilistica del monumento e le prime frettolose valutazioni antropologiche, emerse la speculazione di una sepoltura, con influenze alessandrine della fine del I sec. a.C., di una giovane donna morta prima dei 20 anni.
Partendo da questi presupposti, nel 1990 Hilke Thür, studiosa dell’Accademia Austriaca delle Scienze, aveva ipotizzato che il cranio – finito insieme a Keil prima a Greifswald in Germania e poi a Vienna dove si trova oggi – potesse essere appartenuto proprio ad Arsinoe IV. Successive datazioni al C14, che hanno collocato i resti tra il 200 e il 20 a.C., avevano supportato questa teoria e fatto nascere titoloni a effetto sulla sorella uccisa da Cleopatra.
Il cranio sembrava essere perduto, ma nel 2022 è stato ritrovato di nuovo nel Dipartimento di Antropologia Evoluzionistica dell’Università di Vienna ed è stato sottoposto a ulteriori esami. Le indagini morfologiche, lo studio dei denti e soprattutto l’analisi del DNA hanno dimostrato che i resti ossei, compresi un femore e costole scoperte nella tomba nel 1984, appartevano non a una donna ma a un ragazzo di 11-14 anni affetto da disturbi dello sviluppo.
L’Octagon di Efeso non era quindi la tomba di Arsinoe IV, ma di un giovane esponente dell’élite locale, vissuto tra il 205 e il 36 a.C. Allo stato attuale, non è possibile affermare con certezza le cause dei problemi di crescita del ragazzo che potrebbe aver sofferto di disfunzioni metaboliche alla tiroide, di rachitismo o della Sindrome di Treacher Collins. Le analisi genetiche hanno individuato anche l’origine dei sui antenati che si collocano con maggior sicurezza nel Centro Italia o Sardegna del 500 a.C.
