Depredato il Sudan National Museum di Khartoum

Sudan National Museum

Dal Sudan arrivano pessime notizie sul Museo Nazionale della capitale Khartoum: quasi tutti i reperti archeologici al suo interno sarebbero stati depredati dalle milizie paramilitari delle Rapid Support Forces; tutto ciò che non è trasportabile, invece, sarebbe stato distrutto. Al netto delle vite umane spente, ovviamente, la perdita del patrimonio storico del Paese è una delle conseguenze più gravi della sanguinosa guerra civile che sta funestando ormai da due anni il Sudan e di cui non si parla abbastanza.

Che la situazione del museo fosse seria, lo si sapeva già dallo scorso settembre, quando era partito un appello dell’UNESCO a vigilare sul traffico illegale delle antichità del Sudan National Museum a seguito dei primi furti registrati. Tuttavia, ieri sera l’agenzia di stampa “Sudan News” ha pubblicato su X un video di un soldato dell’esercito regolare che illustra uno scenario perfino peggiore.

Proprio il 22 marzo, infatti, le Forze armate sudanesi hanno riconquistato alcuni edifici strategici di Khartoum, occupati da 22 mesi dalle milizie dell’RSF, tra cui il Palazzo Presidenziale, la Banca Centrale, il quartier generale dell’Intelligence e, per l’appunto, il Sudan National Museum. Per ora non si sa altro e la notizia deve essere ancora confermata da fonti ufficiali, ma sinceramente c’è poco spazio per l’ottimismo.

Fondato nel 1971, il Sudan National Museum è il museo più importante del Paese e raccoglie la più grande collezione di antichità nubiane al mondo. Nel suo patrimonio spiccano i templi salvati durante le campagne UNESCO degli anni ’60-’70 dello scorso secolo, i colossi di Tabo, la statua di Taharqa e la stele di Piankhi da Jebel Barkal, gli affreschi cristiani da Faras.

 

 

Ringrazio Federica Pancin, egittologa dell’Università “Ca’ Foscari” di Venezia e con esperienza pluriennale di missioni archelogiche in Sudan, per avermi affiancato nella redazione di questo articolo. A lei ho chiesto anche di scrivere un approfondimento, che pubblicherò nelle prossime settimane, sulla tragica – e purtroppo ignorata – situazione del Sudan National Museum.

 

Aggiornamento (24/03/2025)

L’esercito regolare ha fatto un sopralluogo nel Sudan National Museum e questa è la disastrosa situazione. Le milizie dell’RSF hanno rubato quasi tutto e distrutto quanto rimaneva. Nel video si vedono le poche antichità rimaste (secondo Federica Pancin, sono i leoni di Basa, i colossi di Tabo, gli arieti e il colosso di Taharqa, il sarcogafo di Anlamani) perché troppo grandi da trasportare.

Ikhlas Abdel Latif, direttore dei musei per la National Corporation for Antiquities e capo del Sudanese Antiquities Repatriation Committee, tutti i reperti della Sala dell’Oro sono spariti. Sono stati depredati anche i magazzini e il laboratorio di antropologia dove sono conservati i resti umani (video 1, 2).

Depredato il Sudan National Museum di Khartoum - Djed Medu
ph. Sudan News
Depredato il Sudan National Museum di Khartoum - Djed Medu
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