Domus Aurea, scoperto lingotto di blu egizio

blu egizio alla domus aurea
Il lingotto di blu egizio (©Parco archeologico del Colosseo, Simona Murrone)

Nella Domus Aurea, l’opulenta villa urbana dell’imperatore Nerone, sono stati scoperti pigmenti pronti per le decorazioni delle pareti, tra cui un raro lingotto di blu egizio. Il ritrovamento è stato effettuato durante recenti indagini nel Parco Archeologico del Colosseo che hanno evidenziato aree attive durante il cantiere del palazzo.

Nello specifico, nell’ambiente 9 del settore occidentale della Domus Aurea sono state individuate due vasche che servivano allo spegnimento della calce e alla lavorazione delle materie prime per gli eccezionali affreschi dell’edificio. Un’anfora conteneva ocra gialla, altri vasetti realgar e terra rossa, ma spicca soprattutto un prezioso lingotto di blu egizio di ben 15 cm di altezza e 2,4 kg di peso.

Come dice il nome, il blu egizio è un pigmento che deve le sue origini all’Egitto del 3000 a.C. circa, se non prima, ma che si diffuse in tutto il mondo antico (ne parla anche Vitruvio nel De Architectura VII, 11, 1) grazie alla sua brillantezza e all’economicità rispetto a minerali più difficilmente reperibili, come il lapislazzuli (dall’Afghanistan) e l’azzurrite (dal Sinai e deserto orientale). Si tratta infatti del primo pigmento sintetico della storia e non a caso gli Egizi lo chiamarono ḫsbḏ ı͗ryt, “lapislazzuli artificiale”.

Volendo essere chimicamente pignoli, il blu egizio è un tetrasilicato di calcio e rame o cuprorivaite (CaCuSi4O10), realizzato con la cottura a 850-1000°C di un composto di sabbia di quarzo, rame, carbonato di calcio e un elemento alcalino (sale, piante alofite o natron). Il risultato veniva raramente utilizzato anche per modellare amuleti e piccole statuette. Il lingotto della Domus Aurea è eccezionale proprio per le dimensioni, poiché finora il pigmento era stato ritrovato solo in polvere o piccole sfere.

Fonte: https://colosseo.it/en/press_kit/domus-aurea-blu-egizio/