A distanza di tre anni, nello stesso luogo, un altro importante e inaspettato ritrovamento. A Tel Hazor, sito UNESCO israeliano a nord del Mar di Galilea, gli archeologi dell’Hebrew University of Jerusalem hanno scoperto un frammento di base di una statua egizia, proprio nello stesso edificio dove, nel 2013, era stato individuato un pezzo di sfinge di Micerino. Probabile, quindi, che il palazzo fosse il centro amministrativo di Hazor, una delle più importanti città cananee del Tardo Bronzo e Stato vassallo dell’Egitto. Il forte legame con la Valle del Nilo è testimoniato dai frammenti di 18 statue egizie scavati nel tell in 30 anni che corrispondono alla più cospicua quantità di ritrovamenti del genere in Israele.
Il reperto di calcare misura 45 x 40 cm e ritrae un funzionario, forse di Menfi, in una posizione abbastanza rara, cioè seduto con la gamba sinistra piegata sul petto e la gamba destra poggiata a terra. Questa iconografia (qui un esempio) fu introdotta nell’Antico Regno, periodo cui è collocato l’oggetto dai membri della missione. Se fosse confermata questa datazione, si tratterebbe – insieme alla sfinge di Micerino – dell’unica statua egizia di III millennio ritrovata nel Levante. In ogni caso, maggiori informazioni in tal senso arriveranno dalla traduzione dalle iscrizioni geroglifiche perché, al momento, si sa solo che contengono formule funerarie che assicurano offerte per l’uomo raffigurato di cui ancora non si conoscono nome e carica. Invece, la distruzione della scultura, come quella delle altre del palazzo, è probabilmente deliberata da parte di chi (Popoli del Mare?) ha conquistato e raso al suolo la città nel XIII secolo a.C.