Risale agli anni ’70 del I secolo d.C. il più antico cane finora individuato con chiare tracce di un tumore. L’esemplare in questione fa parte dei circa cento animali domestici sepolti a Berenice, importantissima città portuale fondata nel 275 a.C. da Tolomeo II (285-246) come punto di partenza dalla costa del Mar Rosso – più o meno all’altezza di Assuan – per le spedizioni commerciali verso il Corno d’Africa, l’Arabia e l’India. La speciale necropoli, scoperta nel 2011 dalla missione americano-polacca diretta da Steven Sidebotham (University of Delaware) e Iwona Zych (Uniwersytet Warszawski), si trova a nord-est del porto e ha restituito i corpi deposti con cura di cani, gatti, cercopitechi e babbuini, alcuni dei quali con un collare metallico.
Studiando i resti ossei di un grosso molossoide, l’archeozoologa Marta Osypińska (Polska Akademia Nauk, Poznań) ha osservato lesioni su un omero e su una tibia (indicate dalle frecce nella foto) riconducibili a un osteosarcoma, tra i più aggressivi e mortali cancri che colpiscono ancora oggi i cani. Lo sfortunato animale era stato avvolto con foglie di palma e coperto da un’anfora cipriota spaccata a metà. L’autopsia ha permesso addirittura di scoprirne l’ultimo pasto: un pesce di acqua salata e carne di capra.