Seconda puntata estera per la rubrica “L’Egitto di Provincia”, ma, questa volta, senza allontanarsi troppo: parlerò della collezione egizia del Museo di Stato di San Marino. Una piccola raccolta per una piccola Repubblica. Il museo si formò nella seconda metà dell’Ottocento grazie a donazioni di antichità da tutto il mondo, a partire da quelle del conte Luigi Cibrario, diverse volte ministro sotto Vittorio Emanuele II. Per questo, oltre a dipinti del XVI e XVII secolo, monete e medaglie sammarinesi e reperti archeologici locali dal Neolitico al Medioevo, è possibile trovare anche oggetti più “esotici”. Tutto il materiale fu inizialmente raccolto a Palazzo Valloni, sede della Biblioteca Governativa, per poi essere spostato nel 1982 a Palazzo Pergami Belluzzi (vedi foto in alto) e reso accessibile al pubblico dal 2001.


La collezione egizia, formatasi tra il 1865 e il 1881, si trova nel piano primo sottostante, nella sezione donazioni archeologiche (Sala XIV), e occupa due vetrinette. Comprende oggetti piuttosto tardi, tanto che il reperto più antico è uno scarabeo del cuore di XXI-XXII dinastia.
Il gruppo più importante è composto da 17 ushabti in faience (vedi a sinistra. Ringrazio Mariacarmela per avermi inviato le foto del museo), ma corposa è anche la raccolta di statuette in bronzo di divinità come Api, Amon-Ra, Neith, Bastet, Anubi, Iside, Horus e, soprattutto, Osiride. Non potevano mancare gli amuleti, 65 per la precisione, che, in diversi materiali, rappresentano scarabei, udjat, poggiatesta, pilastri djed, cuori ib, contrappesi di menat, ecc.
Completano la collezione le 23 “ampolle di San Mena”, fiaschette in terracotta del VI-VII secolo d.C. che i fedeli cristiani acquistavano in ricordo del loro pellegrinaggio al santuario del martire egiziano ad Abu Mena, nei pressi di Alessandria.
Per maggiori info: http://www.museidistato.sm/

