Chi ha detto che le novità si trovano solo sotto il sole e con una trowel in mano? Dopo la (ipotetica) benda di Ramesse II, un’altra interessante scoperta avviene tra le mura di un museo. Presso il Manchester Museum, una statua dall’attribuzione poco chiara è stata collegata a Senenmut, alto funzionario e consigliere (forse molto “intimo”) della regina Hatshepsut (1479-1457 a.C.).
In realtà, abbiamo solo la parte inferiore danneggiata di una figura maschile seduta in trono (h. 48,5 cm, l. 31 cm), in calcare, con tracce di colorazione blu dei geroglifici e rossa delle linee guida dell’artista che ha realizzato le incisioni. L’identificazione del reperto (Acc. n° 4624) è resa difficile sia per lo stato di conservazione che per i pochi dati sulla sua scoperta. Si sa solo che il frammento proviene dagli scavi di Edouard Naville a Deir el-Bahari, tra il 1894 e il 1901. Finora, sulla base delle iscrizioni, la stata era datata al Medio Regno ed era attribuita ad uno sconosciuto sacerdote di nome Userhat.
Ora, invece, grazie alle osservazioni fatte dal curatore della sezione di Egitto e Sudan del museo, Campbell Price, tale catalogazione potrebbe cambiare. Userhat non indicherebbe un nome di persona, ma la Barca sacra di Amon a Karnak; così, il titolo “Sacerdote di Amon-Userhat”, da prendere per intero, è noto, infatti, solo per Senenmut. Quindi, il personaggio rappresentato non sarebbe più un sacerdote qualunque di Medio Regno, ma uno dei più importanti funzionari del Nuovo Regno. Anche gli altri attributi presenti sulla statua (“notabile”, “governatore”, “Sovrintendente dei sacerdoti di Montu”) sono già attestati accanto al nome del grande architetto della XVIII dinastia.