Quante tombe reali mancano all’appello in Egitto? La recente scoperta della possibile sepoltura di Thutmosi II mi ha spinto a controllare, lista delle dinastie alla mano, quali siano i faraoni di cui non si conosce ancora il luogo di inumazione. Come vedremo, al di là della pluricitata Cleopatra VII, sono molti altri i sovrani egizi senza tomba, compresi alcuni – al contrario di quello che si è letto su giornali e siti web – della XVIII dinastia. In un prossimo articolo, invece, sfaterò l’altra inesattezza circolata in questi giorni, secondo la quale non ci sarebbero stati ritrovamenti di questo tipo dal 1922.
Stilare un elenco del genere è arduo poiché diversi faraoni sono attestati solo da fonti scritte, come Manetone o le liste reali (Pietra di Palermo, Liste di Abido, Lista di Saqqara, Sala degli antenati di Karnak, Papiro dei Re di Torino), o da singoli ritrovamenti archeologici (scarabei, sigilli, cretule, incisioni rupestri), spesso fuori contesto. Di alcuni si dubita perfino l’effettiva esistenza; di più nomi, invece, si ipotizza l’appartenenza a un singolo personaggio. Tale difficoltà è accentuata per le coreggenze o durante i periodi intermedi, a causa della frammentazione territoriale e la coesistenza di dinastie parallele.
Tombe reali predinastiche e protodinastiche
Ormai è certo che, prima del famoso Narmer, l’Egitto fosse già piuttosto unito sotto una sola corona. I faraoni appartenenti a questo remoto periodo sono inglobati sotto il termine ombrello “Dinastia 0”. Molti di questi re, come quelli della I dinastia, furono sepolti nella necropoli di Umm el-Qaab ad Abido.
Alla fine della I dinastia, invece, deve esserci stato un periodo di lotte interne o per lo meno di cambiamento; di faraoni come Ba e Sneferka e altri della II abbiamo solo il nome su liste reali o inciso sui vasi di pietra trovati nel complesso di Djoser. È possibile che, come Hotepsekhemui e Raneb, si siano fatti seppellire proprio a Saqqara, nei pressi della piramide di Unas, fino al ritorno alla necropoli di Abido con Peribsen e Khasekhemui.
Tombe reali di Antico Regno
Nell’epoca d’oro delle piramidi, sembrerebbe impossibile perdere le tracce di tombe così ingombranti. E in effetti, per questo periodo, si hanno più che altro dubbi sulle attribuzioni delle sepolture che si trovano tutte in area menfita. Per la III dinastia non sono certe le identificazioni delle tombe di Nebka (mastaba K2 a Beit Khalaf), Khaba (piramide di Zawyet el Aryan) e Huni (piramide di Meidum, completata da Snefru). Per la IV si dubita perfino dell’esistenza di Djedefptah, come Nitocris della VI, citati solo da Manetone. Tra i faraoni della V dinastia, a Shepseskara viene attribuita una piramide incompiuta ad Abusir. Mancano effettivamente solo le tombe di Userkara e Merenra II della VI.
Tombe reali di Primo Periodo Intermedio
A esclusione di Kakaura Ibi della VII dinastia, costruttore di una piramide a Saqqara, e dell’oscuro Khui, forse sepolto nella mastaba/piramide di Dara, fino alla X dinastia si ha una lunga sequenza di faraoni effimeri dal controllo locale, attestati solo dal Papiro dei Re, dalla Lista dei Re di Abido, da fonti letterarie, sigilli e poco altro. Tipiche dell’XI dinastia, invece, sono le tombe a saff degli Antef, nella necropoli di el-Tarif a Tebe Ovest.
Tombe reali di Medio Regno

Molto più definita è la situazione del Medio Regno. Quando ancora si era nell’XI dinastia, Mentuhotep II riunificò l’Egitto e si fece seppellire nel complesso monumentale di Deir el-Bahari, come il successore Mentuhotep III. Non si conosce invece la tomba di Mentuhotep IV, presumibilmente morto giovane e succeduto dal suo visir Amenemhat I. Con quest’ultimo iniziò la XII dinastia, si procedette allo spostamento della capitale nella nuova città Icitawy e, di conseguenza, si adottarono necropoli reali più a nord, tra Lisht, Dahshur, Hawara e Lahun. Agli ultimi sovrani della dinastia, Amenemhat IV e Nefrusobek, sono attribuite due piramidi in mattoni a Mazghuna, a sud di Dahshur, ma le prove a supporto di questa teoria sono piuttosto flebili.
Tombe reali di Secondo Periodo Intermedio
La XIII dinastia ebbe una certa continuità con la XII; non a caso comprende gli ultimi re noti seppelliti in piramidi: Ameny Qemau a Dahshur e Djedekheperu a Saqqara. Tuttavia, si ricorda soprattutto la modesta tomba a pozzo di Auibra Hor, a sud della piramide di Amenemhat III, celebre per la meravigliosa statua lignea del ka del faraone. Delle tombe di Sobekhotep e di Senebkay della cosiddetta “Dinastia di Abido” parlerò nell’articolo sulle tombe reali scoperte nell’ultimo secolo; per il resto, non si conosce l’ultima dimora dei faraoni della XIV dinastia di Xois, degli Hyksos e dei loro vassalli della XVI.
Di quest’ultimi, in realtà, si ipotizza già l’utilizzo della necropoli reale di Dra Abu el-Naga, la più settentrionale di Tebe Ovest, definitivamente adottata dai regnanti della XVII dinastia. Proprio per questa fase della storia egizia abbiamo indizi dal Papiro Abbott, una sorta di “mappa del tesoro” che riporta il resoconto di un sopralluogo effettuato proprio a Dra Abu el-Naga da sacerdoti che, intorno al 1100 a.C., ebbero il compito di verificare che i ladri non avessero profanato le tombe reali, lasciando così fondamentali indicazioni topografiche sulla loro posizione.
Le antiche fonti scritte qui s’intrecciano con la storia del XIX secolo, durante il quale scavatori locali e antiquari europei individuarono le tombe di alcuni faraoni della XVII dinastia, ormai di nuovo perdute, vendendo gli oggetti dei corredi funerari. Per questo abbiamo i sarcofagi di Antef V, Antef VII e della regina Ahhotep senza sapere da dove vengano di preciso. Daniel Polz è stato in grado di rindividuare la tomba di Antef VI nel 2001, ma mancano ancora quelle di Sobekemsaf, Seqenenra Tao, la cui mummia era stata spostata nella cachette di Deir el-Bahari, e di Kamose, il cui sarcofago è stato scoperto da Auguste Mariette nel 1857 in un nascondiglio temporaneo.
Tombe reali di Nuovo Regno

Ed eccoci finalmente al Nuovo Regno, che lascia molti più enigmi irrisolti di quello che si pensa. In questo periodo, tradizionalmente a partire dal regno di Thutmosi I e per oltre 400 anni fino alla fine della XX dinastia, fu scelta la Valle dei Re come luogo di sepoltura dei faraoni. Con la scoperta della tomba di Thutmosi II, alcuni hanno affermato che sarebbe stato completato il quadro della XVIII dinastia. In realtà, al di là della possibile esistenza di una seconda tomba di Thutmosi II, mancano comunque le sepolture dei primi due sovrani della dinastia.
Di Ahmose si conoscono la mummia da Deir el-Bahari e una piramide ad Abido, l’ultima reale realizzata in Egitto, ma si tratta di un cenotafio, cioè un monumento simbolico. La vera tomba si trova da qualche parte a Dra Abu el-Naga. Anche il corpo di Amenofi I era conservato nella DB 320, ma non è chiaro dove sia stato deposto in origine: forse la KV 39. E poi c’è la complicatissima situazione post-amarniana, in cui i faraoni furono sepolti prima ad Akhetaton e poi nella Valle dei Re con il ritorno a Tebe. Akhenaton, ad esempio, ha una tomba ad Amarna, la TA 26, e forse la KV 55, per la quale continuano però a permanere dubbi.
Discorso a parte va fatto per l’ultima dimora di Nefertiti che, secondo la controversa teoria di Nicholas Reeves, sarebbe nascosta dietro le pareti della tomba di Tutankhamon. Per la XIX dinastia abbiamo tutte le tombe reali, mentre manca solo quella di Ramesse VIII per la XX.
Tombe reali di Terzo Periodo Intermedio
Non temono il confronto con il corredo di Tutankhamon i tesori provenienti dalla necropoli reale di Tanis, che comprende le tombe di alcuni faraoni della XXI e XXII dinastia. Tra questi, Siamon, Psusennes II e Sheshonq II si trovavano in deposizione secondaria nella tomba di Psusennes I. Non è nota, invece, l’ubicazione delle sepolture di Smendes, Amenemnesut e Osorkon il Vecchio della XXI dinastia e di Sheshonq I (la cui tomba è stata saccheggiata già in antico perché è pervenuta fino a noi la sua cassa canopica), Osorkon I, Sheshonq V, Petubastis II e Osorkon IV della XXII dinastia.
Ignote sono le tombe di tutti i sovrani delle dinastie XXIII e XXIV; al contrario, si sono conservate tutte le piramidi della XXV. Per chi volesse contestare la mia affermazione di qualche riga fa su Ahmose, ultimo costruttore di una piramide reale in Egitto, i cosiddetti faraoni nubiani scelsero giustamente di farsi seppellire nella loro terra, tra le necropoli reali di el-Kurru e Nuri nell’odierno Sudan.
Tombe reali di Periodo Tardo

Tra lotte interne e invasioni persiane, si conosce poco della sorte dei sovrani del Periodo Tardo. Alcuni faraoni di quest’epoca dovettero perfino subire l’onta della distruzione del proprio corpo, se si dà retta a Erodoto (Storie III, 16) che racconta come Cambise II abbia profanato la mummia di Amasis a Sais. Un’unica possibile identificazione è quella della sepoltura di Neferites I (XXIX din.) a Mendes, scoperta vuota, ma con un ushabti del faraone, da una missione americana nel 1992.
Sono state evidentemente depredate in antichità, ma poi perdute, le tombe di due dei faraoni della XXX dinastia. Di Nectanebo I curiosamente sono stati ritrovati due ushabti in contesti archeologici italiani (a Pompei e, pubblicato da me, ad Alba Fucens). Il sarcofago di Nectanebo II, invece, ha seguito un percorso avventuroso: fu riutilizzato, secondo la tradizione, per la sepoltura momentanea di Alessandro Magno, poi reimpiegato come vasca in una moschea ad Alessandria d’Egitto, prelevato dai soldati napoleonici, sequestrato dalle truppe inglesi, esposto nel British Museum.
Tombe reali tolemaiche

Le tombe di Alessandro il Macedone e della sua ultima erede, Cleopatra VII, possono essere annoverate senza dubbio tra i sogni proibiti di ogni archeologo. Sogni che, tuttavia, rischiano di rimanere inesauditi per sempre. Seppur ci sia chi le cerca a Taposiris Magna, infatti, sono probabilmente nascoste sotto i palazzi dell’attuale metropoli di Alessandria o inghiottite dall’acqua del Mediterraneo. La stessa sorte è toccata alle sepolture di tutti i re e le regine che per tre secoli hanno governato l’Egitto prima della conquista romana. Fra l’altro, recentemente vi ho mostrato come sia caduta anche l’ipotesi dell’identificazione della tomba di Arsinoe IV a Efeso.