Non capita di certo tutti i giorni di scoprire un obelisco, men che meno se risalente all’Antico Regno. Questa “fortuna” è capitata alla missione svizzero-egiziana diretta da Philippe Collombert (Université de Genève) che ha individuato la punta di 2,5 m di un monolite in granito che originariamente doveva raggiungere almeno il doppio d’altezza. Il ritrovamento è stato effettuato a Saqqara, sul lato est della piramide di Ankhesenpepi II, moglie di Pepi I (2332-2287) e madre di Pepi II (2279-2184?); bellissima una statua in alabastro dei due conservata presso il Brooklyn Museum). Si tratta, così, del più grande frammento di obelisco noto finora per il periodo. Secondo Mostafa Waziry, Segretario Generale dello SCA, le regine della VI dinastia facevano collocare due piccoli obelischi all’entrata del loro tempio funerario; tuttavia, il blocco risulta in un’altra zona, quindi potrebbe essere stato spostato in epoche successive, magari nel Nuovo Regno o nel Periodo Tardo quando la necropoli di Saqqara fu utilizzata come cava per materiale edile da riuso. In ogni caso, l’attribuzione ad Ankhesenpepi II è certa grazie alla presenza di un’iscrizione con l’inizio del suo nome e del titolo. Probabile anche che il pyramidion fosse coperto da lamine di metallo (oro o rame) che riflettevano i raggi del sole.
