Sedeinga, tracce di iconoclastia di Akhenaton su rilievo con figura di Amon

Sedeinga, tracce di iconoclastia di Akhenaton su rilievo con figura di Amon - Djed Medu

La notizia non è freschissima perché la scoperta risale al dicembre del 2012, nonostante, negli ultimi giorni, i media la stiano facendo passare per una breaking news. Un rilievo, individuato in una tomba a Sedeinga (nord Sudan), mostrerebbe le tracce dell’iconoclastia amarniana e del successivo rifacimento della restaurazione post-Akhenaton. Il reperto è stato trovato in una tomba tarda dalla missione francese diretta da Claude Rilly che ha pubblicato i risultati della campagna nell’ultimo numero di “Sudan & Nubia” (ecco il motivo della ripresa della notizia). Il pannello in arenaria (0,4 x 1,8 m), che mostra la figura di Amon, era stato riutilizzato come base di supporto per un sarcofago quando, in origine, apparteneva al tempio, ormai in rovina, fatto consacrare da Amenofi III (1387-1348) alla moglie divinizzata Tiye.

Intorno al 1340 a.C., il volto del dio e il suo nome sarebbero stati cancellati seguendo i dettami della cosiddetta “eresia amarniana” che, a quanto pare, colpì anche province così lontane. Quello che riguarda la religione atoniana è sempre stato un argomento dibattuto, a partire da Breasted, che nel 1894 fu il primo a parlare di monoteismo, e dal saggio di Freud “L’uomo Mosè e la religione monoteista”. Ma, ormai, è quasi universalmente riconosciuto che non ci fu nessuna riforma religiosa in questo senso. In realtà, si trattò di un provvedimento politico-economico pianificato per colpire Amon e il potente clero di Karnak, arricchitosi grazie ai bottini di guerra dei thutmosidi. Sembra, infatti, che gli altri culti tradizionali fossero tollerati non solo a livello popolare, ma anche tra i membri dell’amministrazione. Lo dimostra il fatto che la figura deificata della regina Tiye non sia stata toccata.

Dopo la restaurazione di Tutankhamon (1328-1318), il pannello è stato modificato una seconda volta scolpendo di nuovo le fattezze di Amon e i geroglifici abrasi.