Trovate perline egizie in tombe danesi dell’Età del Bronzo

Trovate perline egizie in tombe danesi dell'Età del Bronzo - Djed Medu

Giacobbo questa volta non c’entra. La scoperta è il frutto di uno studio scientifico serio ad opera degli archeologi Jeanette Varberg (Moesgaard Museum, Aarhus) e Flemming Kaul (National Museum of Denmark, Copenhagen) e di Bernard Gratuze (direttore dell’Institut de Recherche sur les Archéomatériaux, Orleans). Analizzando con la spettrometria ad emissione al plasma alcune perline di vetro blu cobalto trovate in tombe danesi dell’Età del Bronzo (nella foto in un rilievo del 1880), si è visto che l’origine è egiziana. Le sepolture, risalenti al 1400 a.C. circa e ritrovate nel XIX secolo a Ølby (40 km a sud della capitale), consistevano in grossi tronchi di quercia scavati in cui erano adagiati corpi di donne riccamente ornate. Tra gli oggetti di corredo c’erano anche le perline in questione che, dopo l’analisi della composizione chimica, sono state messe in relazione con materiale simile da Amarna e da Nippur. Questa sarebbe la prima attestazione della presenza di oggetti egiziani a latitudini così settentrionali (se si esclude l’ipotesi della collana scoperta in Siberia) e, inoltre, si confermerebbe la rete commerciale tra bacino del Mediterraneo e Mar Baltico durante il Bronzo.

Infatti, scambi con il nord Europa erano già attestati in Egitto per l’ambra gialla baltica che, ad esempio, è stata individuata nel tesoro di Tutankhamon e che spesso è accostata al vetro blu, proprio come nel caso delle tombe di Ølby. Da questa coincidenza proviene un’altra tesi, forse più azzardata, degli studiosi precedentemente citati che mettono in relazione il culto solare egizio, con tutti i significati funerari annessi, con quelli Nordici. L’utilizzo del vetro blu egizio, quindi, non sarebbe casuale.