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Ed eccomi a spegnere le candeline per il terzo compleanno di Djed Medu su questa torta che condivido virtualmente con tutti voi che continuate a seguirmi. L’anno egittologico che si sta concludendo è stato sicuramente un po’ più, passatemi il termine, fiacco del 2015, almeno dal punto di vista mediatico. L’affaire “Tutfertiti” si è improvvisamente sgonfiato e le scoperte effettuate hanno avuto meno eco di quelle dell’anno precedente. Ma vediamo quali sono stati gli eventi principali del 2016:
GENNAIO
A inaugurare l’anno, una scoperta “extra-egiziana” grazie alla missione italo-russa ad Abu Erteila (Sudan) che ha individuato un altare rituale in basalto e un basamento, forse per barca sacra, con figure divine e i cartigli, scritti in geroglifico egiziano, del re meroitico Natakamani e della regina che gli successe Amanitore (I sec. a.C.- I sec. d.C.).
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FEBBRAIO
Presso la sede del MiBACT, è stato presentato “Egitto Pompei”, grande progetto espositivo che ha occupato l’intero anno e che ha visto coinvolti il Museo Egizio di Torino, il Museo Archeologico Nazionale di Napoli e la Soprintendenza di Pompei. Attraverso 4 tappe in tre sedi, è stata raccontata l’influenza egizia nel mondo romano.
MARZO
Ultimo grande scoop sulle ipotetiche stanze nascoste nella tomba di Tutankhamon prima della netta virata con il nuovo ministro delle Antichità. I risultati delle prime due scansioni con georadar, infatti, sembravano confermare la presenza di vuoti dietro le pareti Ovest e Nord della camera funeraria. Il tecnico giapponese Hirokatsu Watanabe ha parlato addirittura di oggetti metallici e organici dietro le pareti.
APRILE
A Elefantina, la missione del Deutsches Archäologisches Institut in Kairo ha scoperto circa trenta blocchi appartenenti a una cappella per barca sacra fatta erigire da Hatshepsut per le processioni dedicate a Khnum. L’attribuzione alla regina deriva dai chiari segni di damnatio memoriae, in particolare nei confronti del nome nei cartigli.
MAGGIO
Il cambiamento già anticipato della gestione del caso “Tutfertiti” arriva durante la seconda conferenza internazionale dedicata al faraone bambino (6-8 maggio). Il nuovo ministro Khaled El-Enany si è rivelato subito molto più cauto del predecessore considerando le prospezioni con georadar effettuate per niente probanti e rimandando un’ulteriore analisi nella tomba a data da destinarsi.
GIUGNO
Durante l’asportazione delle tavole di legno appartenenti alla seconda barca solare di Cheope, è stata identificata la copertura della cosiddetta “Cappella del capitano”. La squadra diretta da Sakuji Yoshimura (Waseda University), infatti, ha identificato il baldacchino per il conducente che si trovava a prua. Tutti i frammenti saranno restaurati e rimontati nel Grand Egyptian Museum.
LUGLIO
Per la prima volta, presso il Museo Egizio del Cairo, sono stati esposti i frammenti di papiro scoperti nel 2013 a Wadi el-Jarf. Risalenti al 26° anno di regno di Cheope, sono i più antichi papiri iscritti mai individuati. Ma la loro importanza sta soprattutto nel loro contenuto: si tratta, infatti, di documenti amministrativi inerenti al cantiere della Grande Piramide.
AGOSTO
I membri del “South Asasif Conservation Project”, progetto di studio, pulizia e restauro di tombe già note ma mai pubblicate della necropoli di el-Asasif Sud, hanno scoperto un grande sarcofago di granito rosa nella tomba di Karabasken, Quarto Profeta di Amon e Sindaco di Tebe sotto il faraone Shabaka (715-705; XXV dinastia).
SETTEMBRE
Altra scoperta per il team giapponese che lavora alla seconda barca funeraria di Cheope. Una delle ultime tavole prelevate, lunga 8 metri e larga 40 cm, presenta 11 ganci metallici, circolari o “ad U”, forse utilizzati come supporti per i remi. Si tratta di una novità perché non si trovano nella prima barca di Cheope.
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OTTOBRE
Notizia da prendere con le molle quella annunciata da Zahi Hawass alla Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico. Secondo il famoso egittologo, infatti, la maschera di Tutankhamon sarà esposta a Roma a giugno 2018. Difficile che il Grand Egyptian Museum si privi del suo reperto più famoso nel primo anno di apertura, ma se fosse vero, sarebbe un evento epocale.
NOVEMBRE
Mentre a Tebe Ovest la missione spagnola del “Thutmosis III Temple Project” scopriva la tomba di Amon-Renef, funzionario vissuto all’inizio del III Periodo Intermedio, con tanto di copertura policroma in cartonnage della mummia, ad Abido archeologi egiziani hanno individuato un’importantissima necropoli e un centro abitato risalente alla I dinastia.
DICEMBRE
Più che una scoperta, si tratta di una conferma che, però, ha avuto una grande risonanza mediatica, spesso travisata. Secondo analisi scientifiche, i frammenti di gambe mummificate conservati presso il Museo Egizio di Torino apparterrebbero alla regina Nefertari, proprio come s’ipotizzava dalla loro scoperta nel 1904.