Un’ancora con geroglifici egizi nel mare d’Israele

Un'ancora con geroglifici egizi nel mare d'Israele - Djed Medu

Che ci fa la dea egizia Seshat nel mare israeliano? Per scoprirlo, bisogna fare qualche passo indietro.

Tra i pezzi attualmente esposti nell’Israel Museum di Gerusalemme per la mostra Emoglyphs – in cui si mettono in relazione i geroglifici con i moderni emoji – c’è il blocco iscritto in calcare ritratto nella foto a sinistra. Il reperto era stato trovato per caso lo scorso anno da un veterinario che stava nuotando a largo della spiaggia di Atlit, piccolo centro costiero del nord d’Israele.

Su una delle facce dell’oggetto sono incisi un testo geroglifico disposto su tre registri e parte della figura della dea della scrittura Seshat con il suo peculiare simbolo sulla testa. Secondo Shirly Ben-Dor Evion, curatrice delle antichità egizie dell’Israel Museum, il blocco proverrebbe da un tempio della XVIII dinastia (XV secolo a.C. circa). Ma allora come è finito lì?

La spiegazione sta nel suo riutilizzo come ancora. L’estremità arrotondata e il foro per la la corda, infatti, sono riscontrabili nelle antiche pietre d’ormeggio che spesso si trovano lungo la costa levantina. Non è nemmena la prima scoperta in zona di un blocco con geroglifici riciclato per questo scopo. Atlit era infatti un importante punto di approdo di navi mercantili provenienti da tutto il Mediterraneo orientale, compreso l’Egitto, durante l’Età del Bronzo.

Sempre secondo la Ben-Dor Evian, l’artigiano che riforgiò il blocco avrebbe volutamente scalpellato anche il volto della dea – indicata nel testo come “Signora della Casa dei Libri” – come forma di rispetto, cioè una sorta di sconsacrazione del pezzo prima del suo riutilizzo pratico.

https://www.haaretz.com/archaeology/.premium-mysterious-ancient-egyptian-artifact-found-off-israeli-coast-1.8477804